• Erosione della spiaggia di San Vito Lo Capo: abbiamo chiesto alle istituzioni di agire insieme

    Il 23 settembre il nostro Circolo ha trasmesso via PEC al Comune di San Vito Lo Capo, all’Autorità di bacino del Distretto Idrografico della Sicilia, alla Regione Siciliana e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e per conoscenza al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, un’istanza dal titolo «Erosione della spiaggia di San Vito Lo Capo. Stato degli atti e richiesta di azione urgente e coordinata».

    È il passo che avevamo promesso. Con la campagna #SSVLC – Salviamo San Vito Lo Capo, lanciata nel giugno 2025, 1.632 cittadine e cittadini hanno firmato per chiedere un’azione concreta per la spiaggia. In questi mesi abbiamo trasformato quelle firme in uno studio: abbiamo raccolto e letto gli strumenti di pianificazione, gli studi scientifici più recenti e gli atti con cui le amministrazioni sono intervenute. La petizione resta aperta e chi vuole può ancora sostenerla qui.

    Un bene che non si rigenera da solo

    La spiaggia di San Vito Lo Capo è una pocket beach: un sistema chiuso fra due promontori, senza apporti di fiumi, in cui la sabbia si muove soltanto dentro la baia. Ciò che la spiaggia perde, nessuna fonte esterna lo restituisce.

    Il fenomeno non è nuovo. Già nel 2004 la Relazione Generale del Piano per l’Assetto Idrogeologico scriveva: «Anche la spiaggia di San Vito lo Capo presenta problemi di assottigliamento con affioramento di scogli sommersi». Gli studiosi ne parlano da oltre trent’anni, dalle prime campagne di rilievo e modellazione dei primi anni Novanta fino ai lavori più recenti. Li abbiamo raccolti e messi a confronto nel nostro articolo «Erosione della Spiaggia di San Vito Lo Capo – Gli studi concordano». Oggi la situazione è gravissima: l’erosione non si ferma e dopo ogni mareggiata la spiaggia è visibilmente più stretta. È ciò che osserviamo sul posto, ed è proprio per questo che chiediamo che si intervenga con massima urgenza per la salvaguardia di un bene inestimabile quale la spiaggia di San Vito Lo Capo.

    Sulle cause gli atti sono chiari. La stessa Giunta comunale, nel 2022, ha scritto che lo squilibrio del litorale «è principalmente dovuto, ancora una volta, all’attività antropica ed, in particolare, alla costruzione del porto e del successivo ampliamento del suo molo di sopraflutto».

    Cosa abbiamo trovato

    Il dato che più ci ha colpito è questo: ogni strumento descrive la spiaggia con una fotografia diversa, e spesso vecchia.

    • Il Piano per l’Assetto Idrogeologico, l’atto con cui l’ordinamento riconosce ufficialmente che un tratto di costa è in erosione, classifica 387 metri lineari in pericolosità bassa, sulla base di una linea di costa rilevata nel 2003.
    • Il Piano regionale contro l’erosione costiera del 2020 individua 905 metri lineari in erosione, in classe di pericolosità media nella propria scala. Le due scale non sono confrontabili fra loro.
    • Il Piano di utilizzo del demanio marittimo adottato nel 2022 conferma la linea di costa del sistema informativo demaniale «in ogni suo punto», senza indicare quando e come sia stata rilevata.

    L’ultima misura disponibile risale al 2019. Da allora sono passati più di sette anni, compresi gli eventi meteomarini del gennaio 2026 per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, e non ci risulta che i loro effetti sulla spiaggia siano stati misurati.

    Intanto il Comune lavora a tre piani destinati a durare anni: il Piano Urbanistico Generale, il Piano Regolatore Portuale e la revisione del Piano del demanio marittimo. Se verranno adottati su una rappresentazione superata del litorale, quella rappresentazione resterà fissata per tutta la loro durata. È una finestra che si sta chiudendo, ed è per questo che abbiamo scelto di intervenire ora.

    Cosa abbiamo chiesto

    L’istanza contiene ventidue richieste, rivolte a ciascun ente secondo le sue competenze:

    • al Comune: avviare l’aggiornamento della classificazione della spiaggia nel Piano per l’Assetto Idrogeologico; inserire un nuovo rilievo della linea di riva nella revisione del Piano del demanio marittimo; verificare il Piano Regolatore Portuale e il Piano Urbanistico Generale rispetto all’erosione; dimensionare gli interventi di ripascimento sull’entità reale del fenomeno, con programmi di ricarica e monitoraggio;
    • all’Autorità di bacino: verificare la classificazione di questo tratto di costa sulla base dei dati oggi disponibili, e dire se sia stato predisposto il piano previsto dopo l’emergenza di gennaio;
    • alla Regione: dare seguito alle risultanze del proprio Piano contro l’erosione costiera ed estendere anche al litorale trapanese la programmazione per ambiti costieri omogenei che risulta avviata sul versante tirrenico;
    • al Ministero: considerare il caso di San Vito Lo Capo nelle linee guida nazionali e indicare quali canali di finanziamento siano accessibili per la difesa della costa.

    Un tavolo tecnico permanente

    La nostra proposta principale è semplice: un tavolo tecnico permanente fra le istituzioni competenti, di cui facciano parte stabilmente università, enti di ricerca ed esperti di dinamica dei litorali. Non è un’idea nostra soltanto: è lo stesso Piano regionale a suggerire l’istituzione di una conferenza di servizi permanente. Un bene naturale di questo valore non può essere difeso da una sola amministrazione, né con interventi stagionali.

    Abbiamo chiesto un riscontro entro trenta giorni e ci siamo resi disponibili a un incontro congiunto. Vi terremo aggiornati sulle risposte.

    La spiaggia di San Vito Lo Capo è il cuore naturale del nostro territorio e la ragione stessa della sua vocazione turistica. Difenderla è un impegno che riguarda tutte e tutti, e vogliamo che sia fondato sui dati e sulla collaborazione.

    Il testo integrale dell’istanza è disponibile qui –> LINK

    Per il confronto costante e il sostegno ringraziamo Legambiente Sicilia e il suo Presidente regionale Tommaso Castronovo e tutte le persone che in questi mesi ci hanno affiancato con le loro competenze.

    Con questo ulteriore passaggio della campagna #SSVLC – Salviamo San Vito Lo Capo il nostro impegno è rinnovato, e proseguirà finché gli enti non si esprimeranno, il tavolo permanente – trait d’union tra mondo scientifico e amministrativo – verrà costituito, le nostre istanze accolte.

  • PUG di San Vito Lo Capo: memoria e futuro siano la base per affrontare le sfide del presente

    In occasione della tavola rotonda promossa dal nostro Circolo, tenutasi presso Baglio Don Bartolo a Castelluzzo lo scorso 22 luglio, abbiamo manifestato pubblicamente la volontà di partecipare attivamente al percorso di formazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) di San Vito Lo Capo. Questo intento, coerente con la mission del Circolo di promuovere, attraverso proposte e suggerimenti, una visione del territorio coerente con i propri valori, si è concretizzata con la presentazione delle osservazioni al documento preliminare del PUG.

    Il 10 agosto il nostro Circolo ha depositato presso tutti gli enti e i soggetti coinvolti nel procedimento le proprie osservazioni al documento preliminare del Piano Urbanistico Generale (PUG) di San Vito Lo Capo. Un contributo con cui l’associazione intende partecipare concretamente alla formazione del Piano, nella convinzione che la pianificazione del territorio sia uno degli strumenti più importanti per orientare il futuro della comunità. 

    Al centro delle nostre osservazioni c’è la necessità di governare le trasformazioni senza consumare il patrimonio territoriale e ambientale che appartiene a tutte e tutti, promuovendo un uso equilibrato delle risorse e mettendo in relazione lo sviluppo economico con la tutela del paesaggio, della natura e della qualità della vita.

    San Vito Lo Capo rappresenta, in questo senso, un caso particolarmente significativo. La tutela dell’ambiente è stata storicamente uno dei presupposti della sua stessa vocazione turistica e il Piano Cervellati ha contribuito a costruire un modello nel quale tutela e sviluppo hanno saputo alimentarsi reciprocamente. Oggi, di fronte a una crescita importante della comunità e dei flussi turistici, è necessario interrogarsi sulla soglia critica oltre la quale lo sviluppo rischia di compromettere gli equilibri che hanno reso questo territorio attrattivo.

    Le nostre osservazioni partono quindi dai limiti fisici e ambientali del territorio: la capacità della viabilità di accesso, l’inadeguatezza del sistema idrico e fognario, l’erosione della spiaggia, la pressione sulla fascia costiera e la fragilità del grande sistema ecologico formato dalle riserve naturali e dai siti di interesse comunitario.

    Il nuovo PUG è chiamato ad affrontare anche le grandi trasformazioni del presente: il cambiamento climatico, la crisi abitativa, la gestione dei beni comuni, la salvaguardia dell’identità dei luoghi e la qualità degli spazi pubblici. Per questo riteniamo necessario spostare l’attenzione dal semplice consumo di nuovo territorio alla riqualificazione delle aree già trasformate, attraverso veri progetti di rigenerazione urbana, capaci di migliorare l’efficienza energetica e idrica, ridurre i consumi, contrastare le isole di calore e mitigare i rischi.

    Anche lo spazio pubblico deve tornare al centro delle politiche urbane, attraverso interventi per il verde, il drenaggio urbano sostenibile e il recupero delle acque meteoriche. Soluzioni innovative, come i sistemi di sponge city e le water squares, possono rappresentare anche per un piccolo Comune l’occasione per sperimentare nuovi modi di adattare i nostri territori al cambiamento climatico.

    La storia di San Vito Lo Capo dimostra che è possibile innovare nella pianificazione senza perdere la propria identità. Memoria e futuro non sono termini contrapposti: la prima può essere la base sulla quale costruire scelte nuove, capaci di rispondere alle sfide di oggi.

    Ci auguriamo che il nuovo PUG possa essere, come lo è stato a suo tempo il Piano Cervellati, un’occasione di sperimentazione e di innovazione, capace di mettere davvero al centro la qualità degli ambienti di vita. Perché tutelare il territorio non significa frenare lo sviluppo: significa costruire le condizioni perché sviluppo, benessere e qualità della vita possano durare nel tempo.

    Qui le osservazioni depositate –> LINK

    Per i preziosi contributi, i suggerimenti e la proficua collaborazione ringraziamo: Aldo Carano, urbanista e storico dell’architettura; Tommaso Castronovo,  presidente Regionale di Legambiente; Domenico Fontana, responsabile di Urbanistica Legambiente Nazionale.

  • Incendio a Baia Santa Margherita: il Circolo Legambiente Pizzo Cofano richiama all’unità e alla tutela del bene comune

    Come Circolo Legambiente Pizzo Cofano esprimiamo la nostra preoccupazione per l’incendio del 2 giugno a Baia Santa Margherita, uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio naturalistico e paesaggistico del nostro territorio.

    Vogliamo ringraziare la SOS Valderice, la Forestale, i Vigili del Fuoco e tutte le istituzioni coinvolte per il loro straordinario lavoro, non ultima la rete locale dei volontari antincendio che, con senso di responsabilità, opera costantemente nelle attività di prevenzione.

    Siamo fiduciosi nell’operato delle Forze dell’Ordine che opereranno con responsabilità e nell’interesse del bene comune, utilizzando tutte le informazioni in loro possesso, per accertare quanto accaduto e continuare con l’attività di vigilanza al fine di contrastare i reati contro la natura e la nostra comunità. 

    Riteniamo altresì doveroso richiamare l’attenzione sul clima che negli ultimi mesi ha accompagnato il confronto pubblico riguardante la gestione e la tutela di quest’area. Ci auguriamo che quanto accaduto non alimenti una nuova strumentalizzazione dell’operato di chi, a vario titolo, opera per la difesa dell’ambiente e del bene comune. La ricerca di un capro espiatorio, nella comunicazione pubblica, non contribuisce a rafforzare la credibilità di chi amministra; al contrario, rischia di trasmettere l’idea di una difficoltà nel gestire situazioni che, per quanto complesse, rientrano nel normale esercizio delle responsabilità pubbliche. Non giova neppure alla comunità, cosí trascinata in una sterile contrapposizione tra fazioni quando, invece, dovrebbe prevalere la consapevolezza di un obiettivo comune. 

    Il nostro obiettivo è quello partecipare attivamente alle scelte decisionali sul futuro di Baia Santa Margherita, affinché questa possa diventare, in sinergia con i Comuni di San Vito Lo Capo e Custonaci, un’oasi protetta, un modello di tutela ambientale e un’opportunità di valorizzazione dell’intero comprensorio: una Riserva naturale, fruibile alla popolazione e ai turisti che ci onorano della loro presenza. Ma anche un luogo di sicuro e rispettoso dei diritti delle persone con disabilità, ai quali può e deve essere garantita l’accessibilità e la fruizione del litorale, nel rispetto dei principi di inclusione e uguaglianza.

    Baia Santa Margherita rappresenta molto più di un luogo di straordinaria bellezza, è un simbolo dell’ impegno civile che negli anni ha consentito di preservare e valorizzare un patrimonio collettivo di inestimabile valore, rifuggendo dalla ricerca spasmodica dell‘espansione. 

    In una fase in cui cresce la pressione sulle risorse ambientali e sul paesaggio, è fondamentale riaffermare il principio che il territorio non può essere considerato soltanto una risorsa da sfruttare, ma un bene comune da custodire e tramandare alle future generazioni.

    Il Circolo Legambiente Pizzo Cofano continuerà a svolgere il proprio ruolo con spirito costruttivo, promuovendo il dialogo, la tutela dell’ambiente e la partecipazione dei cittadini alla cura del territorio.

  • SENSIBILI ALL’AMBIENTE

    6 MAGGIO 1981 – ISTITUZIONE DELLA R.N.O. DELLO ZINGARO

    Nella splendida cornice di Baia Santa Margherita, si è svolto l’evento “Sensibili all’Ambiente”, ideato dai docenti della scuola media di San Vito Lo Capo, con il contributo del Circolo Legambiente Pizzo Cofano ed il patrocinio del Comune di San Vito Lo Capo al quale rivolgiamo il nostro ringraziamento.

    E’ forse un caso che la data del 6 maggio coincida con una ricorrenza a noi assai cara: l’anniversario dei 45 anni dall’emanazione della legge regionale 98/81 che istituisce la prima Riserva Naturale della Sicilia: la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro.

    E’ un’occasione per riconoscere l’importanza delle aree protette, nate e pensate per contrastare i rischi di attacco alla nostra terra, come la realizzazione di strade costiere, di fabbriche, di ecomostri.

    Le aggressioni, gli attacchi al territorio – oggi – non sempre si presentano in modo evidente, con grandi colate di cemento o industrie altamente inquinanti. Bensì in modo subdolo e con un linguaggio sottile.

    Spesso, l’intento di stravolgere l’equilibrio degli ecosistemi, arriva con etichette rassicuranti: “green”, “sostenibile”, “riqualificazione”. Parole che suonano bene e che ci fanno abbassare la guardia, ma che non sempre raccontano tutta la verità.

    Invitiamo quindi i giovani e le giovani custodi del territorio ad esercitare il proprio spirito critico. A chiedersi, sempre, se non si stia solo cercando di sfruttare il territorio in modo diverso: non mediante il consumo di suolo o le emissioni inquinanti, ma attraverso l’estrazione della bellezza, della specificità del luogo. 

    E cioè, se i progetti che riguardano la nostra casa, il nostro habitat bello, autentico, intendano trasformarla in qualcosa da vendere, da consumare, perdendo ciò che la rendeva unica.E’ contro questo tipo di attacchi che dobbiamo essere cittadine e cittadini attenti; riconoscerli non è sempre facile, ma è il primo passo. Il secondo è non restare indifferenti.

    6 MAGGIO 2026 – RACCONTO DI UNA GIORNATA CON LA SCUOLA

    Iniziative come questa rappresentano un grande conforto per i cittadini, perché dimostrano che la scuola è viva, che l’educazione non è solo apprendimento teorico, ma anche costruzione di coscienza, partecipazione e speranza per il futuro.

    Il progetto nasce con l’obiettivo di sviluppare un percorso educativo capace di mettere in connessione i sensi con la natura circostante. 

    Al netto delle considerazioni generali, questa giornata può riassumersi con una sola parola: ENERGIA.

    L’energia delle alunne e degli alunni che hanno emozionato tutti con le poesie scritte insieme alle docenti di italiano: versi dedicati alla nostra terra, in cui gli elementi naturali hanno preso vita, raccontando un legame autentico e profondo con il territorio. 

    L’energia della meditazione, vissuta con concentrazione e partecipazione nonostante il gruppo numeroso.

    L’energia della musica, sapientemente composta ed eseguita da un’orchestrina di maracas, tamburelli e chitarrine costruiti con materiali di scarto, per trasformare anche ciò che appare brutto o inutile in qualcosa di costruttivo.

    Poi il corteo, rispettoso e coloratissimo, aperto dalla BANDIERA di Baia Santa Margherita, simbolo ricco dei colori e dell’anima di questo luogo, dove i gigli di mare sembrano rappresentare le giovani figlie e i giovani figli del territorio. Infine, la danza tribale attorno a un sole brillante ha chiuso una giornata intensa e piena di significato.

    San Vito Lo Capo, Macari e Castelluzzo si confermano un unicum straordinario, capace di trasmettere un messaggio chiaro: la bellezza basta a sé stessa, e appartiene a tutte e tutti noi.

    Foto gentile concessione di Marco Buscemi, Marilena Taboga, Silvano Calzavara, Federico Donolato

  • Erosione della Spiaggia di San Vito Lo Capo​ – Gli studi concordano

    Analisi degli studi sul fenomeno erosivo della spiaggia di San Vito Lo Capo.

    Premessa

    In riferimento a:​

    • Assemblea dei Soci del Circolo Legambiente Pizzo Cofano del 25 Giugno 2025​ ​durante la quale si è ribadita l’emergenza erosione della spiaggia di San Vito Lo​ ​Capo​;
    • Serata del 18 luglio presso Giardino di Palazzo La Porta “Aspettando Goletta Verde:​ ​Salviamo San Vito Lo Capo, con particolare riferimento all’emergenza erosione della​ ​spiaggia;
    • ​Campagna Salviamo San Vito Lo Capo con raccolta firme​. ​

    ​Nell’ambito della missione di Legambiente che promuove l’ambientalismo scientifico​ ​fondando le sue azioni su dati scientifici e ricerche, offrendo soluzioni concrete e praticabili.

    Vengono qui di seguito estratti in forma acritica i risultati degli studi eseguiti in varie annate​ ​dagli anni 90 fino al 2021, sulla spiaggia di San Vito Lo Capo. Ciò al fine di creare una base​
    ​scientifica comune sulla quale prendere decisioni in merito alle necessarie attività di​ ​salvaguardia e ripristino.​

    Di seguito sono riportati stralci degli studi esaminati.


    ​LA DINAMICA LITORALE NEL GOLFO DI SAN VITO LO CAPO (SICILIA​
    ​OCCIDENTALE – ITALIA)​

    ​1995​
    ​Gian Camillo Cortemiglia (*) e Francesco Torre (**)​ ​

    (*)Ordinario di Geomorfologia marina –Università di Genova​
    ​​ ​(**)Componente​ ​del​ ​Gruppo​ ​Nazionale​ ​di​ ​Geografia​ ​fisica​ ​e​ ​geomorfologia​ ​del​ ​C.N.R.​ ​-​​Sezione Geomorfologia costiera e sottomarina. – 1975-1999​

    ​“​La​ ​spiaggia,​ ​e​ ​parte​ ​della​ ​costa​ ​di​ ​S.​ ​Vito,​ ​è​ ​un​ ​ambiente​ sedimentario​ ​caratterizzato​​ da ​​un​​ equilibrio​​ molto ​​precario.​​L’attuale ​​posizione​​ della​​ linea ​​di​​ riva​​ e ​​la​ ​morfologia ​​della ​​costa ​​sono ​​il​​ risultato​​ di ​​una​ ​lunga ​​evoluzione ​​legata,​ ​in ​​particolare, ​​alle​
    ​variazioni climatiche.​
    ​Oggi​​ il ​​sovrappopolamento​ ​delle ​​aree​ ​costiere ​​e ​​le ​​numerose​​infrastrutture​​ che​​ su​ ​di esse insistono possono, in breve tempo, compromettere questo fragile equilibrio.​
    ​Negli​​ ultimi ​​50​​ anni​ ​il​​ litorale​​ prima​​ in​​ condizioni ​​normali​​ stazionarie​​ ha ​​iniziato ​​ad​ ​essere eroso dal mare e ad arretrare.​
    ​Le cause di questo arretramento sono molteplici:​
    ​●​ ​Le​ ​coste​ ​risentono​ ​ancora​ ​dell’innalzamento​ ​eustatico​ ​verificatosi​ ​dopo​ ​l’ultima​ ​glaciazione.​
    ​●​ ​L’apporto​​dei​​sedimenti​​sabbiosi​​dovuti​​al​​disfacimento​​della​​calcarenite​​ non​​ c’è​ ​più stato, in quanto sulla calcarenite si è costruito.​
    ​●​ ​Variazioni​​ delle​​ correnti ​​di ​​deriva ​​litorale​​ indotte ​​dalla​​costruzione​​ di​​ moli​​ e​​ dighe​​ e ​la modifica della dinamica sedimentaria costiera.​
    ​●​ ​Infine scomparsa delle dune e distruzione di piante ed alghe marine.”​

    ​“…Sulla​ ​spiaggia​ ​sottomarina​ ​si​ ​è​ ​conseguentemente​ ​instaurato​ ​uno​ ​stato​ ​morfo dinamico​​ intermedio,​​ che ​​sta​​ evolvendo​​ in​​sequenza​​ temporale ​​erosiva​​ verso​​ stati​ ​in​ ​cui​ ​diverrà​ ​prevalente​ ​la​ ​circolazione​ ​correntizia​ ​a​ ​rip​ ​current,​ ​che,​ ​associata​ ​ad​
    ​ondulazioni​​ ritmiche ​​nella ​​zona​​ di ​​beach​​face, ​​comporterà​​incrementi ​​nella​​ sottrazione​ ​verso il largo del materiale sabbioso della spiaggia​.”​

    ​


    ​OPERE MARITTIME E MODIFICAZIONI DELLA MORFODINAMICA COSTIERA​ ​NELLA BAIA DI SAN VITO LO CAPO (SICILIA NORD-OCCIDENTALE)​
    ​UniPa – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Geologiche
    ​Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Geologiche​ (A.A. 2019-2020)
    ​Tesi di Laurea di Livio Munna
    ​Relatori: Cipriano Di Maggio, Chiara Cappadonia

    ​“La baia di San Vito lo Capo è situata nell’estremità​​settentrionale della Penisola di Capo​ ​San Vito (Sicilia nord-occidentale) ed è l’area oggetto di studio della presente tesi.​
    ​Questa baia costituisce un classico esempio di come le modificazioni costiere ad opera​ dell’uomo abbiano indotto variazioni nel regime dinamico di questo litorale, innescando, a​
    ​luoghi, processi “indesiderati” di erosione (lungo la spiaggia “turistica” qui presente) e di​ ​insabbiamento (lungo il piccolo porto turistico-peschereccio, qui realizzato). ​”
    ​”Per ricostruire con precisione le variazioni lineari e areali della spiaggia di San Vito Lo​ ​Capo, è stato realizzato un modello di analisi vettoriale su base informatizzata in ambiente​ ​GIS, che ha previsto l’utilizzo di cartografie e di immagini aeree e satellitari.”​

    ​Fig 11​​–​​Evoluzione diacronica delle strutture che​​costituiscono il porto di San Vito Lo Capo​

    ​Fig. 17 – Intersezione tra i poligoni del 1941 e 1992. In verde l’area in avanzamento e in​ ​rosso l’area in arretramento.​

    ​Figura 23 – Carta Tecnica Regionale del 1992 nel quale sono mostrate le linee di riva del​ ​1941, 1968 e 1992​.

    ​“Dall’analisi delle linee di costa possiamo, dunque, ricondurre la causa principale​ ​dell’erosione della spiaggia all’estensione del porto avvenuta nel 1969. A conferma di tale​ ​ipotesi, uno studio condotto da Hanson nel 1993, mediante simulazioni che vedono l’utilizzo​ ​di metodi numerici, dimostra che fu proprio la modifica del ‘69 a causare l’erosione della​ ​spiaggia. “​

    ​


    ​BEACH EROSION AT SAN VITO LO CAPO- Problem analysis and proposed​ ​remedial measures.​
    ​1993.​
    ​HANSON HANS – Expert Professor,​​Division of Water​​Resources Engineering​​- Lund​ ​University​

    ​“..​.dimostra che fu proprio la modifica del ‘69 a​​causare l’erosione della spiaggia. Egli​ ​sostiene che la rimozione del prolungamento farebbe erodere significativamente quella parte​ ​della spiaggia contigua al porto ma, ciononostante, la maggior parte della spiaggia si​ ​accrescerebbe di circa 10 m. Inoltre, la rimozione totale del porto, contrapposta​ ​all’alternativa di demolire l’allungamento, migliorerebbe la situazione solo in modo poco​ ​rilevante.​​“​


    ​INTERVENTO COMPLESSIVO DI RIEQUILIBRIO PER LA MITIGAZIONE​ ​DELL’EROSIONE DEL LITORALE SABBIOSO E DELL’INTERRIMENTO DEL​ ​BACINO PORTUALE​
    ​Dott. Ing. Elio Ciralli​
    ​2021​

    ​”La situazione di equilibrio dinamico della spiaggia è stata progressivamente disturbata dalla​ ​costruzione del porto e soprattutto dal prolungamento del suo molo foraneo​​sopraflutto…”

    “L’equilibrio dinamico della spiaggia era assicurato dalla successione​ ​delle mareggiate …”

    “Le diverse direzioni di provenienza dei treni d’onda provocavano​
    ​correnti long-shore, mareggiata dopo mareggiata, nelle due direzioni opposte. Gli​ ​spostamenti dei sedimenti si compensavano di conseguenza e la spiaggia era appunto in​
    ​una situazione di equilibrio dinamico.​
    ​La costruzione del porto e poi il prolungamento del molo di sopraflutto hanno​ ​progressivamente interrotto questo equilibrio…”

    “A seguito dapprima della costruzione dei​ ​moli portuali e, successivamente, con l’intervento di prolungamento del molo di sopraflutto​ del porto che ha inciso definitivamente e pesantemente sull’assetto idrodinamico costiero, e​
    ​quindi sul vettore traspodeposizionale.​
    ​Ciò ha creato lo squilibrio della dinamica costiera tipico delle pocket beach, che vede ormai​ ​da decenni la normale azione distributrice delle correnti litoranee da est a ovest non più​
    ​controbilanciate da quelle contrarie (da ovest a est), essendo la forzante ondosa di queste​ ​ultime interrotta dal sopraflutto portuale.​
    ​Tale squilibrio pone irreversibilmente in continua erosione patologica il tratto di spiaggia​ ​orientale….”​
    ​“…..l’intervento di prolungamento del molo di sopraflutto del porto ha inciso​ ​definitivamente e pesantemente sull’assetto idrodinamico costiero,… .”​
    ​


    ​STUDIO DELL’UNIVERSITA’ KORE ENNA ​​2019​

    ​“ ..per il mandato ricevuto da UniKore relativo all’individuazione di “Interventi di mitigazione​ ​dell’erosione costiera nel Golfo di San Vito Lo Capo (TP)” ha fatto concentrare l’attenzione​ ​….. in particolar modo sugli effetti erosivi e sulle possibili opere utili al loro​ ​contrasto…… Hanno valutato quali strutture aggiungere per mitigare il fenomeno erosivo ​senza modificare la situazione delle opere portuali già’ esistenti… limitato quindi ad​ ​intervenire sui sintomi e non sulle cause.”​

    Conclusioni

    • ​L’erosione della spiaggia di San Vito Lo Capo e’ il risultato diretto di una​ ​combinazione di fattori naturali e soprattutto antropici.​
    • ​La causa primaria riconosciuta è il prolungamento del molo di sopraflutto del 1969,​ ​che ha interrotto la dinamica sedimentaria naturale bloccando la corrente litoranea​ ​da ovest verso est. Tutte le analisi scientifiche e tecniche citate convergono su​ ​questa conclusione.​
    • ​ ​L’interruzione dell’equilibrio tra correnti opposte ha innescato:​
      ​➢​ ​erosione progressiva della porzione orientale della baia,​
      ​➢​ ​insabbiamento del porto,​
      ​➢​ ​evoluzione verso uno stato morfodinamico più instabile, con aumento della perdita di​ ​sabbia verso il largo attraverso rip currents.​
    • ​Il litorale, già di per sé fragile per condizioni geologiche e geomorfologiche, non​ ​riesce più a compensare naturalmente le perdite di sedimento. Fatto grave è che si​ ​è arrestata la generazione di nuova sabbia in quanto sulle calcareniti dal cui​
      ​disfacimento si genera nuova sabbia si e’ costruito il paese.​
    • ​Per ripristinare un equilibrio costiero sarebbe necessario un intervento che ripristini la​ ​simmetria del trasporto litoraneo interrotta nel 1969, principalmente attraverso la​ ​rimozione del prolungamento del molo di sopraflutto. Le evidenze storiche,​
      ​cartografiche e numeriche sono concordi in questo senso.​

  • Quale progetto per il Golfo di Macari e Castelluzzo

    L’immagine è meramente esemplificativa

  • Campagna Infinitamente Vetro

    Ci Vediamo in Piazza

    l percorso di sensibilizzazione delle cittadine e dei cittadini sulla 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗩𝗘𝗧𝗥𝗢, iniziata a seguito della convenzione con il 𝗖𝗢𝗻𝘀𝗼𝗿𝘇𝗶𝗼𝗥𝗘𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗼𝗩𝗘𝘁𝗿𝗼 e il Comune di San Vito Lo Capo, è giunto alla seconda fase.

    Il processo di informazione e divulgazione si è sviluppato nel corso degli eventi più importanti della stagione turistica del nostro territorio:

    • Terra e Mare
    • Siciliambiente
    • CousCous Fest
    • Tempu ri Capuna

    E per questo vogliamo ringraziare le associazioni che si sono unite a noi, con vero spirito di rete, nel mandare avanti il progetto.

    Adesso la nostra attività si cala ancor più nella comunità, in tutti quei momenti in cui vi è spazio per attenzionare i gesti del vivere quotidiano

    Ecco, quindi, i prossimi appuntamenti in cui la cittadinanza potrà ricevere informazioni sulla corretta raccolta differenziata del SOLO vetro che inizierà presso il nostro Comune dal 1° novembre 2025, sono:

    Ven. 17/10 h. 9:00 – 12:00 presso il Mercato
    Sab. 18/10 h. 10:00 – 13:00 presso il Macari Caffè
    Dom. 19/10 h. 9:00 – 12:00 in Piazza Santuario
    Ven. 24/10 h. 9:00 – 12:00 presso il Mercato
    Sab. 25/10 h. 15:00 – 18:00 presso la piazza di Castelluzzo
    Dom. 26/10 h. 9:00 – 12:00 in Piazza Santuario

  • Campagna Puliamo il Mondo

    Sicilia Munnizza Free

    Anche il circolo Legambiente Pizzo Cofano ha aderito alla campagna nazionale “Puliamo il mondo”.

    L’iniziativa di Legambiente non è soltanto un’azione di pulizia, ma un atto d’amore per prendersi cura dei nostri territori. Attraverso un gesto semplice ma concreto, come quello di raccogliere rifiuti, è l’occasione, per ciascuno di noi, di essere protagonista del cambiamento, insieme a scuole, amministrazioni locali e associazioni

    Una buona causa da abbracciare insieme, perché è solo così che possiamo costruire territori più giusti, sani e vivibili.

    Il circolo ha dato vita a due eventi: uno sul territorio di San Vito Lo Capo ed uno nel comune di Custonaci

    San Vito Lo Capo – 19 e 20 Settembre 2025

    Custonaci – 13 Ottobre 2025

  • Campagna di studio delle acque di balneazione

    Risultati 1° prelievo

    Sono pervenuti alla nostra associazione i risultati relativi al primo 𝗽𝗿𝗲𝗹𝗶𝗲𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗲 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝗹𝗻𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗩𝗶𝘁𝗼 𝗟𝗼 𝗖𝗮𝗽𝗼, effettuato il 19 agosto.

    Due considerazioni preliminari:
    𝟭) Le osservazioni del campione dimostrano come sia in corso un processo di 𝗽𝗿𝗼𝗹𝗶𝗳𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗲 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶. Si tratta di una fioritura algale, dovuta alle elevate temperature, con effetto di impatto visivo sulla trasparenza dell’acqua.
    𝟮) 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗶𝗮 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗴𝗶𝗼: il nostro golfo non è in grado di sostenere il ricircolo dell’acqua a tutte le condizioni. Dobbiamo pretendere misure a lungo termine, che siano idonee a prevenire le 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 e dell’𝗶𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼, affinché la baia possa “respirare” anche nelle giornate di maggior carico antropico.

    Non parliamo a caso, non facciamo ideologia. Qualche tempo fa abbiamo promosso e proposto una concreta strategia di azione.

    Informiamo tutte e tutti gli associati che l’attività di monitoraggio della qualità del mare è appena iniziata e proseguirà con 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗹𝗶𝗲𝘃𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶.

    Qui i risultati delle analisi.

    “Dall’osservazione del campione in oggetto, si evince la presenza di numerosi dinoflagellati, alghe unicelllari,
    fornite di flagelli, pertanto mobili e di alcune diatomee. Si tratta di una fioritura algale dovuta alle elevate
    temperature, con effetto di impatto visivo sulla trasparenza dell’acqua. Nel campione si nota anche la
    presenza numerosa di piccole larve di molluschi gasteropodi. Non si tratta di esemplari tossici per l’uomo o
    per l’ambiente marino in generale.
    “

    Queste le bellissime immagini al microscopio elettronico.

  • Campagna di studio delle acque di balneazione

    1° Prelievo campione acque di balneazione

    Nella giornata di ieri, 19 agosto 2025, abbiamo eseguito un 𝗽𝗿𝗲𝗹𝗶𝗲𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗲 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝗹𝗻𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗼𝗹𝗳𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗩𝗶𝘁𝗼 𝗟𝗼 𝗖𝗮𝗽𝗼. L’attività di monitoraggio della qualità del mare rappresenta la naturale evoluzione della nostra campagna #𝗦𝗦𝗩𝗟𝗖 𝗦𝗔𝗟𝗩𝗜𝗔𝗠𝗢𝗦𝗔𝗡𝗩𝗜𝗧𝗢𝗟𝗢𝗖𝗔𝗣𝗢 che, partendo dalla raccolta firme per la sensibilizzazione contro l’erosione della spiaggia, ci ha condotto alla costituzione di un 𝗰𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼 incaricato della raccolta dati.

    I dati raccolti sono strumento essenziale nelle mani di una località che voglia affrontare la sfida dell’innalzamento delle temperature, aggravata dal critico gioco delle correnti della nostra baia. Inoltre, le informazioni prodotte, sono utili per fugare qualsiasi dubbio sull’inquinamento delle acque.

    Dopo aver legittimato il nostro ruolo nella dialettica con l’amministrazione di San Vito Lo Capo, sentiamo il dovere di concentrarci su tutte quelle azioni concrete che possano essere di impulso all’attività di chi gestisce il bene collettivo.

    Le attività di analisi e valutazione tecnica sono svolte in collaborazione con la 𝗖𝗔𝗗𝗔 𝘀.𝗿.𝗹. 𝗱𝗶 𝗠𝗲𝗻𝗳𝗶, che ha risposto prontamente dando la massima disponibilità.

    #𝗦𝗦𝗩𝗟𝗖 𝗲̀ 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗮!