In occasione della tavola rotonda promossa dal nostro Circolo, tenutasi presso Baglio Don Bartolo a Castelluzzo lo scorso 22 luglio, abbiamo manifestato pubblicamente la volontà di partecipare attivamente al percorso di formazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) di San Vito Lo Capo. Questo intento, coerente con la mission del Circolo di promuovere, attraverso proposte e suggerimenti, una visione del territorio coerente con i propri valori, si è concretizzata con la presentazione delle osservazioni al documento preliminare del PUG.

Il 10 agosto il nostro Circolo ha depositato presso tutti gli enti e i soggetti coinvolti nel procedimento le proprie osservazioni al documento preliminare del Piano Urbanistico Generale (PUG) di San Vito Lo Capo. Un contributo con cui l’associazione intende partecipare concretamente alla formazione del Piano, nella convinzione che la pianificazione del territorio sia uno degli strumenti più importanti per orientare il futuro della comunità.
Al centro delle nostre osservazioni c’è la necessità di governare le trasformazioni senza consumare il patrimonio territoriale e ambientale che appartiene a tutte e tutti, promuovendo un uso equilibrato delle risorse e mettendo in relazione lo sviluppo economico con la tutela del paesaggio, della natura e della qualità della vita.
San Vito Lo Capo rappresenta, in questo senso, un caso particolarmente significativo. La tutela dell’ambiente è stata storicamente uno dei presupposti della sua stessa vocazione turistica e il Piano Cervellati ha contribuito a costruire un modello nel quale tutela e sviluppo hanno saputo alimentarsi reciprocamente. Oggi, di fronte a una crescita importante della comunità e dei flussi turistici, è necessario interrogarsi sulla soglia critica oltre la quale lo sviluppo rischia di compromettere gli equilibri che hanno reso questo territorio attrattivo.
Le nostre osservazioni partono quindi dai limiti fisici e ambientali del territorio: la capacità della viabilità di accesso, l’inadeguatezza del sistema idrico e fognario, l’erosione della spiaggia, la pressione sulla fascia costiera e la fragilità del grande sistema ecologico formato dalle riserve naturali e dai siti di interesse comunitario.
Il nuovo PUG è chiamato ad affrontare anche le grandi trasformazioni del presente: il cambiamento climatico, la crisi abitativa, la gestione dei beni comuni, la salvaguardia dell’identità dei luoghi e la qualità degli spazi pubblici. Per questo riteniamo necessario spostare l’attenzione dal semplice consumo di nuovo territorio alla riqualificazione delle aree già trasformate, attraverso veri progetti di rigenerazione urbana, capaci di migliorare l’efficienza energetica e idrica, ridurre i consumi, contrastare le isole di calore e mitigare i rischi.
Anche lo spazio pubblico deve tornare al centro delle politiche urbane, attraverso interventi per il verde, il drenaggio urbano sostenibile e il recupero delle acque meteoriche. Soluzioni innovative, come i sistemi di sponge city e le water squares, possono rappresentare anche per un piccolo Comune l’occasione per sperimentare nuovi modi di adattare i nostri territori al cambiamento climatico.
La storia di San Vito Lo Capo dimostra che è possibile innovare nella pianificazione senza perdere la propria identità. Memoria e futuro non sono termini contrapposti: la prima può essere la base sulla quale costruire scelte nuove, capaci di rispondere alle sfide di oggi.
Ci auguriamo che il nuovo PUG possa essere, come lo è stato a suo tempo il Piano Cervellati, un’occasione di sperimentazione e di innovazione, capace di mettere davvero al centro la qualità degli ambienti di vita. Perché tutelare il territorio non significa frenare lo sviluppo: significa costruire le condizioni perché sviluppo, benessere e qualità della vita possano durare nel tempo.
Qui le osservazioni depositate –> LINK
Per i preziosi contributi, i suggerimenti e la proficua collaborazione ringraziamo: Aldo Carano, urbanista e storico dell’architettura; Tommaso Castronovo, presidente Regionale di Legambiente; Domenico Fontana, responsabile di Urbanistica Legambiente Nazionale.



























